Agenzia Hawzah News – L’Associazione dei Docenti del Seminario di Qom (Jame'e-ye Modarresin-e Howze-ye Elmiyye-ye Qom) ha diffuso un comunicato in cui esprime forte preoccupazione per gravi episodi di maltrattamenti, arresti e pressioni contro membri della comunità sciita in alcuni Paesi del Golfo Persico, in particolare Kuwait e Bahrein. Secondo quanto riportato, si tratta di azioni che hanno colpito sia religiosi sia semplici fedeli, accusati di reati infondati e sottoposti a detenzioni o violenze arbitrarie.
Nel testo diffuso, l’Associazione dei Docenti denuncia le gravi offese alle personalità religiose e la violazione dei simboli e delle pratiche della scuola sciita. Viene inoltre denunciato che il numero delle donne detenute ha superato quota duecento, mentre gli uomini incarcerati sono diverse migliaia. Il comunicato richiama un caso specifico, quello del giovane cantore sciita Sayyid Muhammad Mousavi, il cui martirio in Bahrein è diventato simbolo delle repressioni subite dagli sciiti.
Nel comunicato, l’Associazione denuncia inoltre la politica di dura repressione dei regimi coinvolti, sottomessi alle potenze straniere, che reprimono crudelmente i fedeli sciiti che indossano abiti di lutto o espongono versetti coranici in occasione della morte delle proprie guide religiose. Il documento punta inoltre l’attenzione sull’episodio riguardante la famiglia del religioso kuwaitiano Shaykh Husayn Maʿtūq, caso emblematico di perquisizioni, arresti e maltrattamenti sistematici subiti dalle comunità sciite dei suddetti paesi.
Il testo si conclude con un’espressione di solidarietà verso tutte le persone colpite dalle repressioni e con una dichiarazione di ferma condanna verso le iniquità perpetrate contro gli sciiti dei suddetti paesi. L’Associazione dei Docenti del Seminario di Qom avverte infine che la comunità islamica non rimarrà indifferente di fronte a queste palesi ingiustizie.
A cura di Mostafa Milani Amin

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